CLARE SIGHT
venerdì 10 febbraio 2012
domenica 15 maggio 2011
Aggiornamento sul blog
Sarà che è tempo di pulizie di primavera ma ho fatto un po' d'ordine mentale, e raggiunto un paio di conclusioni:
- Tenere regolarmente aggiornato un blog non è cosa che fa per me, come mi sembra evidente dal fatto che ogni tanto lo lascio a sedimentare per settimane. Se non ho nulla da dire, non scrivo; se sono cose troppo personali, idem.
- Ci sono però notizie e spunti interessanti che mi interessa condividere, quindi il blog resta comunque attivo. Con un approccio "rilassato", ecco.
sabato 29 gennaio 2011
Appello per Cesare Battisti: una riflessione
E' di questi giorni la polemica attorno alla proposta demenziale di un consigliere regionale del Veneto per "consigliare" alle scuole locali di "... non adottare, far leggere o conservare nelle biblioteche i testi diseducativi degli autori che hanno firmato l'appello a favore di Cesare Battisti". Le parole migliori sulla vicenda le ha scritte qui Carlo Luccarelli, secondo me.
La cosa mi ha fatto venire la curiosità di andare a cercare su Carmilla il testo originale dell'appello del 2004 a favore di Battisti: credo che meriti una lettura, anche se potrebbe portarvi più domande che risposte. O almeno così è stato per me.
Mi chiedo se le responsabilità di altri (i.e. le organizzazioni di estrema destra citate da Carmilla) cancellino quelle di Battisti. Se le attività di scrittore e intellettuale depenalizzano crimini commessi vent'anni prima. E mi domande se quando si parla di una "soluzione politica" alla ferita degli anni '70, non ci si riferisca un po' semplicisticamente a un'amnistia generalizzata per chi è stato riconosciuto colpevole di atti criminali durante gli anni di piombo.
Ha ragione chi ritiene Battisti colpevole degli omicidi per cui è stato condannato, o dice la verità Battisti stesso quando afferma che Pietro Mutti, fondatore dei PAC e poi improbabile pentito, lo ha accusato per convenienza? Ed è mai possibile che oggi non si possa decidere a cosa credere in altro modo che per atto di fede, fede politica o tirando una moneta?
In ultima analisi, o si decide che la magistratura degli anni '80 e '90 era fondamentalmente corrotta, piegata a una precisa volontà politica, e come tale incapace di amministrare la giustizia, oppure si accettano le sentenze emesse dai tribunali. Nel primo caso è inevitabile considerare Battisti un rifugiato politico, nel secondo invece stiamo parlando di un uomo condannato per crimini precisi, commessi liberamente e coscientemente.
A prescindere da ogni altra considerazione, oggi penso alle vittime di quegli omicidi, troppo spesso relegate in ruoli passivi, persone che non hanno voce per parlare e dirci direttamente come sono andate le cose.
La cosa mi ha fatto venire la curiosità di andare a cercare su Carmilla il testo originale dell'appello del 2004 a favore di Battisti: credo che meriti una lettura, anche se potrebbe portarvi più domande che risposte. O almeno così è stato per me.
Mi chiedo se le responsabilità di altri (i.e. le organizzazioni di estrema destra citate da Carmilla) cancellino quelle di Battisti. Se le attività di scrittore e intellettuale depenalizzano crimini commessi vent'anni prima. E mi domande se quando si parla di una "soluzione politica" alla ferita degli anni '70, non ci si riferisca un po' semplicisticamente a un'amnistia generalizzata per chi è stato riconosciuto colpevole di atti criminali durante gli anni di piombo.
Ha ragione chi ritiene Battisti colpevole degli omicidi per cui è stato condannato, o dice la verità Battisti stesso quando afferma che Pietro Mutti, fondatore dei PAC e poi improbabile pentito, lo ha accusato per convenienza? Ed è mai possibile che oggi non si possa decidere a cosa credere in altro modo che per atto di fede, fede politica o tirando una moneta?
In ultima analisi, o si decide che la magistratura degli anni '80 e '90 era fondamentalmente corrotta, piegata a una precisa volontà politica, e come tale incapace di amministrare la giustizia, oppure si accettano le sentenze emesse dai tribunali. Nel primo caso è inevitabile considerare Battisti un rifugiato politico, nel secondo invece stiamo parlando di un uomo condannato per crimini precisi, commessi liberamente e coscientemente.
A prescindere da ogni altra considerazione, oggi penso alle vittime di quegli omicidi, troppo spesso relegate in ruoli passivi, persone che non hanno voce per parlare e dirci direttamente come sono andate le cose.
giovedì 27 gennaio 2011
Dedicato a Edith Weiss
Oggi ricorre l'anniversario della liberazione di Auschwitz. L'anno scorso avevo ricordato il Giorno della Memoria qui, quest'anno mi è capitato sotto gli occhi un articolo di cui vorrei condividere un piccolo sunto.
Forse non tutti sanno che durante la Seconda Guerra Mondiale Assisi diede rifugio a famiglie ebree in fuga. Molti di loro vissero sotto falso nome nelle case e nei conventi tra Assisi e la campagna attorno. Durante la reclusione, un'anziana signora austriaca, Edith Weiss, che viveva sotto falso nome nel convento di San Quirico, morì d'infarto. Una delle suore informò Don Aldo Brunacci, e insieme ai suoi collaboratori pensarono a come riuscire a organizzare il funerale. Don Aldo comprò dal comune uno spazio al cimitero e guidò la processione funebre - ovviamente cattolica - per il paese, attraverso Porta San Giacomo fino al cimitero di Assisi. Al loro passaggio, il soldato tedesco di guardia alla Porta fece il saluto. Nella processione c'era anche un rabbino, che iniziò a recitare le preghiere ebraiche dei morti non appena il paese fu alle loro spalle.
Edith Weiss fu sepolta con il cognome Bianchi (Weiss significa bianco in tedesco). Negli anni '50 suo figlio ha viaggiato dall'Argentina per visitare la sua tomba. Dopo la guerra, appena è stato possibile, sulla sua lapide è stata aggiunta una stella di David. Oggi la signora Weiss riposa ancora lì.
giovedì 6 gennaio 2011
Link: contro il generale inverno
L'Epifania ogni festa porta via. Il che, almeno per me, significa togliere le decorazioni natalizie e ripiombare nel grigiore di gennaio. Anche volendo fingere di dimenticarsene per un altro paio di giorni, dubito di poter tenere accese luci e festoni fino a febbraio senza preoccupare - di nuovo... - i vicini. Quindi, in alternativa, un po' di colore in questo grigio inverno: i link che seguono riguardano design, decorazione, arredamento, luoghi, vintage, ecc.
Per dei pacchetti regalo originali consiglio questi di Happiness is...
Un posto bellissimo con cui rifarsi gli occhi, sempre da Happiness is...
weloveindie più che un blog è un aggregatore di blog diversi, io lo trovo uno strumento utile.
Un hub di blog di arredamento. Alcune soluzioni sono davvero belle, altre vera fantascienza...
Vintage vario ed eventuale, per gli amanti del genere: some like it vintage.
La foto mostra Bormio, in Valtellina, ed è dello scorso 9 dicembre 2010. Questo è l'inverno che mi piace.
lunedì 3 gennaio 2011
Changin' Wind a Londra
Un'amica ha da poco aperto a Londra Changin' Wind, un negozio un po' particolare. Al pianterreno vende oggetti di artigianato artistico, dalla bigiotteria all'abbigliamento, tutti realizzati a mano, con un occhio di riguardo ai materiali sostenibili. Al piano superiore vende tempo. Sul sito del negozio le chiamano breeze (letteralmente "brezza", ma anche vento di mare, di cambiamento, divertissement), si tratta di una mezz'ora o più di tempo per sé, per chiacchierare in libertà, fare pausa un momento, magari buttar fuori un po' di tensione.
Paola è psicologa e ha lavorato nel settore per anni, ma Changin' Wind non è uno studio professionale sotto mentite spoglie, c'é dietro un discorso più semplice: quanta gente, oggi, a volte si sente in difficoltà per i ritmi del lavoro, della città, di un momento personale pesante? E quanti non sono mai andati da uno psicologo, non sanno/non credono di averne bisogno, ma vorrebbero saperne di più o averne un'idea più chiara? Nel dubbio se parlare con qualcuno (con chi? Come si cerca uno psicologo, su google? Chiedo a un collega?) un momento di brezza potrebbe aiutarci a respirare meglio. Personalmente ricordo un paio di situazioni in cui avrei sfruttato molto volentieri una possibilità simile.
Sono di parte, non fingerò il contrario, sia perché ho avuto l'occasione di collaborare con Paola, sia perché credo che a Milano un posto simile avrebbe la fila alla porta. L'ho trovato una buona idea da quando ne ho sentito parlare la prima volta e mi è piaciuto moltissimo quando l'ho finalmente visto dal vivo, con la tipica struttura dei vecchie case cittadine inglesi, alto e stretto, quasi interamente in legno.Molti negozi inglesi sono così, con grandi vetrine attraenti, ogni due passi uno scricchiolio, aspetto e dimensioni a metà tra lo scrigno dei ricordi e la scatola da scarpe. Gli oggetti in vendita sono rigorosamente di alto artigianato, piccoli esempi di quella craft che Gran Bretagna e Italia valutano ben diversamente.
mercoledì 29 dicembre 2010
Link: illustrazioni, foto e follie
Questo è il sito di Cristoph Niemann, illustratore Avete mai visto illustrazioni fatte con un impasto da torta?
Iscriviti a:
Post (Atom)



